di Monica De Bernardi

18/06/2017 - Migranti, una decisione miope.

Con rammarico abbiamo appreso che il sindaco di Buscate, dopo l’arrivo dei chiarimenti chiesti alla Prefettura, alla fine ha deciso di non firmare il protocollo per l’accoglienza dei migranti, allineandosi di fatto a quelli (in realtà la minoranza) che nell’area della città metropolitana di Milano hanno rifiutato di firmare a priori.

Una cosa è certa: occorre prendere atto di essere di fronte ad una svolta epocale per gli equilibri sociali del mondo e l’unico modo per vincere queste sfide è gestirle fin dall’inizio e non far finta che non esistano.

È inutile nascondere la testa sotto la sabbia, la questione va affrontata, ma per affrontare efficacemente una problematica come questa occorre esserci, condividere con le istituzioni la gestione dell’accoglienza come parte attiva e non assumere posizioni ostruzionistiche solo per non scontentare una parte del proprio elettorato, posizioni che soddisfano calcoli politici ma lasciano l’ente in balia delle decisioni altrui.

Dobbiamo renderci conto che nei prossimi anni il mondo non sarà più come lo conosciamo, che nasconderci dietro ai muri è un errore e che le decisioni come quelle assunte dal sindaco di Buscate sono tutt’altro che lungimiranti

In occasione dell’assemblea pubblica sul tema abbiamo ribadito la nostra posizione sottolineando che, sicuramente siamo di fronte ad un atteggiamento impositivo del prefetto, ma allo stesso tempo riteniamo che sia meglio agire in modo coordinato con il territorio piuttosto che trovarsi impreparati di fronte ad un invio di migranti che comunque il Prefetto potrebbe disporre d’imperio. Perché una cosa è certa: la non sottoscrizione del protocollo non evita l’accoglienza che in ogni caso dovrà essere garantita; si tratta di scegliere se esserne parte attiva o subirla passivamente. Se la preoccupazione è quella di trovare una Buscate incapace di realizzare una vera integrazione, a maggior ragione la sottoscrizione del protocollo garantirebbe l’attuazione di progetti che permetterebbero a queste persone di essere una risorsa e non un “peso” per il nostro paese e in generale per la società.

La prima parte della serata è stata dedicata ai vari passaggi che questo protocollo ha dovuto attraversare prima di arrivare alla versione definitiva, e solo dopo un intervento dal pubblico che lo richiedeva si è entrati nel merito della spiegazione del protocollo. Ci è stato spiegato che la firma si nega perché il documento è troppo fumoso e non dà garanzie: ma non è lo stesso protocollo che il mese di aprile si voleva firmare invocando lo spirito di accoglienza e umanitario che deve animare ognuno di noi? Si parla di dubbi interpretativi non risolti e poi si fa ricorso al solito populismo su “come possiamo giustificare l’accoglienza diffusa di fronte a degli italiani bisognosi”. Ma considerazioni come queste non potevano essere fatte anche mesi fa? Siamo o no favorevoli all’accoglienza?

Come ci è stato ribadito più volte, la politica non avrà influenzato questa decisione, ma i dati parlano chiaro e basta guardare i colori delle amministrazione che non hanno aderito al protocollo per trarre delle conclusioni. Ad ognuno la sua interpretazione…


25/05/2017 - Per un'accoglienza equilibrata, sostenibile e diffusa.

Il nostro comune ad oggi si trova in una posizione intermedia tra quelli che hanno già sottoscritto il protocollo per l’accoglienza dei migranti e quelli che hanno rifiutato di firmare a priori, avendo richiesto alla prefettura dei chiarimenti in merito ad alcuni passaggi del protocollo che risulterebbero poco chiari.

Buscate Possibile, pur ritenendo sempre opportuno che su questioni così importanti vi sia massima trasparenza in modo da evitare errate interpretazioni, ritiene altrettanto importante evitare che tali richieste di delucidazioni possano essere utilizzate come pretesto per celare una contrarietà alla sottoscrizione in sé.

Buscate Possibile, come già espresso in sede di riunione dei capigruppo, è favorevole alla sottoscrizione del protocollo ritenendo che è tempo che la questione venga affrontata in modo coordinato tra le diverse realtà coinvolte. Pur condividendo le critiche mosse da molti in merito al metodo impositivo adottato dalla prefettura nella vicenda, ritiene innegabile il fatto che una soluzione vada trovata e che su temi come questo sia fondamentale agire in modo sistematico con gli altri comuni e tutti i soggetti interessati. E’ una questione di buon senso, perché, aldilà dello spirito di solidarietà, è strategicamente importante non isolarsi ma fare squadra.

Abbiamo notato, parlando con la gente e leggendo gli interventi sui social, che tra i buscatesi ci sono parecchie perplessità dovute in parte anche al fatto che circolano informazioni errate o distorte; opportuno quindi sarebbe un incontro pubblico, come è avvenuto in numerosi altri paesi della zona, per fare chiarezza.

Sabato scorso Buscate Possibile ha voluto partecipare alla manifestazione “20 maggio senza muri” a Milano. Abbiamo ascoltato provenire dal palco la voce dei numerosi sindaci aderenti del territorio che si presentavano. Sarebbe stato bello sentire da un microfono un consapevole e ben scandito “COMUNE DI BUSCATE”, ma così non è stato.


13/05/2017 - Consiglio comunale del 11/05/2017

Giovedì 11 maggio si è svolto il consiglio comunale buscatese e un breve commento è doveroso.

Sicuramente il principale punto all’ordine del giorno è stato il rendiconto consuntivo 2016.

Sebbene questa amministrazione ritenga ormai superata la vicenda del Consorzio dei Navigli, è innegabile il fatto che questa vertenza sia stata il tema più grosso ed importante da loro affrontato in questi undici mesi e di riflesso, quella che ha avuto il maggiore impatto sul bilancio comunale.

Buscate Possibile ha espresso voto contrario all’approvazione del rendiconto consuntivo, manifestando come in passato, perplessità rispetto alle modalità di risoluzione della questione e ritenendo che il procrastinarsi negli anni della controversia abbia notevolmente peggiorato la situazione che avrebbe potuto essere risolta con minore esborso se affrontata dalla precedente amministrazione, di cui parte dell’attuale ne rappresenta la continuità.

Ora invece, a nostro giudizio, si sta riponendo troppa fiducia nel fatto che il Consorzio, per tramite di altre società di recupero crediti, riesca ad incassare gli insoluti (che ricordiamo ammontano a quasi 370mila euro e risalgono anche a parecchi anni fa) con i quali pagare le rate concordate per il ripianamento del debito.

E non ci convincono le dichiarazioni rassicuranti di Sindaco e Assessore sul fatto che tale debito è comunque coperto da fondi accantonati, vincolati o da avanzi di cassa, in quanto si tratta comunque di risorse che non potranno essere utilizzate per altro.

Abbiamo poi sottolineato come numerose problematiche connesse ad esempio al mancato rispetto dei tempi nei pagamenti, alla possibilità di un recupero interno dei crediti e al rispetto degli obblighi di pubblicazione connessi alla normativa sulla trasparenza amministrativa, siano in buona parte riconducibili alla carenza di personale all’interno dell’apparato comunale che rischia in tal modo di essere compromesso in termini di funzionalità e operatività.

Vorrei poi soffermarmi su altre due tematiche affrontate dal consiglio comunale: la costituzione dello Sportello Unico per l’Edilizia e la manutenzione del verde per il triennio 2017/19. Questi due argomenti, apparentemente senza punti di contatto, presentano in realtà un elemento comune: il loro affidamento in gestione a delle società partecipate. Senza voler entrare nel merito della specifica convenzione, quello che principalmente attira la mia attenzione, è il ricorso, sempre più frequente da parte degli enti locali, a queste esternalizzazioni. E’ tempo di fare un serio ragionamento su queste società, per comprendere meglio il loro funzionamento e i vantaggi (se davvero ci sono) che il comune trae dalla sua partecipazione.

In questa prospettiva, chiederemo all'amministrazione una seria analisi costi/benefici sulla quale poterci confrontare.


20/04/2017 - Il valore della cultura

Nell’ultimo consiglio comunale è stato approvato il rinnovo della convenzione con il Polo Culturale del Castanese per il periodo 2017/2019. Non siamo certo di quella fazione che afferma che “con la cultura non si mangia”: la cultura sfama corpo e mente, tuttavia un’osservazione su questa questione vorremmo farla.

L’adesione a questo polo culturale ha un costo di 4.000 euro, tanto o poco, dipende dai punti di vista. E’ vero che il risparmio inizia con le piccole economie, ma molto dipende dalla restituzione sotto forma di servizio di questa quota di partecipazione. Ed è su quest’ultimo punto che vorremmo focalizzare l’attenzione.

Sul sito del Polo Culturale si legge: “il Polo Culturale del Castanese intende differenziarsi dalla mera programmazione di spettacoli ed eventi artistico-culturali in generale… propone di valorizzare in maniera corretta il territorio d’appartenenza e di promuovere le sue peculiarità storico-artistico-architettoniche”.

Nel biennio 2015-2016 per Buscate sono stati organizzati tre concerti (swing, folk e jazz) e un monologo/lettura che si sono svolti in piazza, in biblioteca e in villa Bossi.

Detto questo, sicuramente questi spettacoli hanno rappresentato un momento aggregante per i buscatesi, ma si tratta di eventi che si collocano ai confini della "mission" che si propone il polo culturale.

Interessante nel 2012 è stata la rassegna “Il profumo del fieno”: si trattava di spettacoli che oltre a svolgersi nel contesto simbolico degli 11 paesi aderenti al polo culturale (cortile, villa o cascina del paese) erano legati alla tradizione locale: racconti della tradizione, canti dialettali, musiche popolari.

In conclusione, riteniamo che un coordinamento per la valorizzazione culturale del territorio sia una grande opportunità, allo stesso tempo però, riteniamo che quest’opportunità vada sfruttata maggiormente richiedendo al polo culturale qualcosa di più dell’organizzazione di un evento di svago.

Così facendo, la quota di 4.000 euro, definiti risibili per il comune di Buscate, potrebbero essere considerati soldi ben spesi per fini culturali.


03/02/2017

A Buscate succedono anche cose al limite del grottesco.

Succede che il Movimento Terza Età, volendo proiettare un filmato per animare l'incontro del Giovedì al Centro Don Bosco, chieda un consiglio al capogruppo consiliare di Buscate Possibile, che è anche uomo di cultura.

Succede che il nostro capogruppo proponga un cortometraggio scritto e diretto da Lamberto Caimi nel 1999 intitolato “Ona strada bagnada”, in lingua milanese, ricco di riferimenti storici sui barcaioli del Naviglio, filmato reperibile da chiunque su Youtube.

Succede che qualcuno del Consorzio Est Ticino Villoresi telefoni allo stesso capogruppo per raccogliere informazioni sul filmato ritenendolo prodotto da lui stesso, preoccupato che nel video vengano fornite notizie sbagliate sulla navigazione del Ticino, del Villoresi e del Naviglio, che ora è sotto la responsabilità del Consorzio.

Succede che il capogruppo scriva al Direttore del Consorzio e al Dirigente preposto chiedendo spiegazioni e che questi chieda scusa per la gaffe.

Ora, vogliamo credere che si sia trattato di un equivoco dovuto ad un eccesso di zelo professionale da parte di qualche dipendente del Consorzio, ma non ci meraviglieremmo se il tutto fosse stato messo in moto da qualcuno talmente allergico al confronto e al dissenso democratico da temere persino una proiezione di intrattenimento tra attempati cittadini buscatesi.

Intanto godiamoci questo cortometraggio molto bello ed emozionante.


20/09/2016

Oggi voglio commentare la vicenda "consorzio dei Navigli" argomento che, grazie all’attività di Buscate possibile, sta facendo parecchio discutere i miei concittadini. Lo faccio senza soffermarmi su quanto accaduto durante l’ultimo consiglio comunale, mordendomi la lingua per non dire ciò che penso su un Sindaco che ha permesso a componenti della sua maggioranza di deridere un consigliere invece di ascoltarlo come sarebbe stato loro dovere e dargli le risposte a cui aveva diritto. Mi pare necessario invece buttare lì qualche considerazione.

Quando il comune di Buscate ha deciso di uscire dal consorzio, ha fatto una scelta che appariva a tutti opportuna e conveniente e lo dimostra il fatto che buona parte della minoranza di allora votò a favore. Dopodiché, non mi è chiaro per quale motivo si è deciso di non pagare delle fatture che oggi (a prescindere dalla relazione del CTU) l'amministrazione riconosce come dovute per servizi resi dal consorzio. Stiamo parlando di fatture che vanno dal 2008 al 2013, quindi fatture (per quanto si dica che il consorzio fosse lento nella trasmissione dei vari atti e documenti) conosciute da tempo da parte del comune. La situazione è ancora più bizzarra se si pensa che la convenzione di adesione al consorzio prevedeva chiaramente l'impossibilità di recedere dallo stesso fino a che non si fossero onorati tutti i debiti.

Ben venga, ora, la decisione di non voler procedere in sede giudiziale, noi la condividiamo in pieno. Il dubbio sorge solo sul fatto che sia diventata la soluzione ottimale solo ora, a poche settimane dall'udienza che avrebbe visto quasi sicuramente il comune soccombere. Queste valutazioni di opportunità avrebbero dovuto essere fatte dalla precedente amministrazione oppure espresse chiaramente da quella attuale al momento del suo insediamento, questione di trasparenza e di responsabilità. Sono state invece le minoranze a sollevare il coperchio sulla vicenda, e allora mi chiedo: ma se le minoranze non avessero creato un polverone sulla vicenda, lo scenario sarebbe stato lo stesso?

Due parole necessarie, infine, sulla tanto decantata apertura verso le minoranze in merito al contenuto di questo accordo conciliativo. Ci tengo a precisare che l'amministrazione ha convocato i capigruppo per rappresentare loro un accordo già discusso con il consorzio. Badate bene, non è stato chiesto alla minoranza di sedersi ad un tavolo per elaborare una strategia ma semplicemente hanno detto loro: questo è quanto abbiamo concordato, cosa ne pensate voi minoranza? E secondo voi i tre capigruppo avrebbero potuto esprimere un parere seduta stante? Ci scusi l'amministrazione se ci abbiamo messo "ben" 15 giorni per informarci, consultando anche revisori dei conti, ed in sede di consiglio abbiamo espresso le nostre perplessità! In fondo voi ci avete messo solo 3 anni per capire che era il caso di abbassare le ali.